NEWS


Batela

La musica per banda è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il ricordo personale della vita in paese.

Centocinquant'anni di vita del Paese come una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi...questi musicisti in divisa tutti uguali dalle storie completamente diverse, vere, autenticamente paesane.

È grazie alla banda se nei secoli scorsi anche chi non poteva certo permettersi di andare a teatro per ascoltare i grandi concerti, ha potuto fare la conoscenza delle famose arie di un Verdi o di un Puccini.

Oggi certamente le cose sono cambiate, ma bisogna tenere presente che quando non c'era la televisione, la radio, e soprattutto non c'erano i mezzi di riproduzione della musica, la banda era l'unico mezzo, specie in un'isola come la nostra, per portare alla conoscenza "di massa" delle grandi arie d'opera e della musica sinfonica; oggi certo le cose sono cambiate, ma la banda c'è ancora adesso e come dicono i nostri "vecchi saggi" continuerà ad esserci, ed hanno perfettamente ragione.

Apro la custodia impolverata e sgualcita con i segni della veneranda età, la fodera interna strappata e ammuffita mi fa ricordare quando da bambino, dopo la Messa del fanciullo, passando a fianco della Casa della Musica ho sempre immaginato all'interno, in una ampia sala, le prove della nostra banda. Il maestro che in maniche di camicia gesticola, si spettina, dettando i tempi, l'attacco, per la fila di clarinetti dove i giovanissimi allievi inseguono la nota e il sincronismo. In fondo alla sala impauriti ma affascinati dalle prove tre giovanissimi in pantaloncini corti, scalzi, intenti a gesticolare, ritmando con il movimento delle mani, a solfeggiare.

Accanto alla fotografia di fine Ottocento appesa sulla parete sbilenca e tra "omini e femene" si intravede una scritta "Banda musicale Complesso di strumenti a fiato (legni e ottoni) e a percussione (grancassa, piatti e altro), che possono essere suonati anche in marcia. Presente nelle feste popolari, ma nella sua lunga storia ha avuto funzioni diverse: dall'incoraggiamento degli eserciti in battaglia in epoca romana, alla diffusione di notizie durante il Medioevo, fino all'esecuzione di celebri brani d'opera o sinfonici nel XIX e XX secolo. In epoca moderna si è venuto formando un vasto repertorio di marce e di musiche militari o per parate."

Ma la Banda cittadina è molto di più. La Banda di Grado è legata a mille ricordi con le austere sfilate lungo il Viale quando rimanevo incantato con la bocca aperta al suono del flicorno e la famiglia dei flicorni "che si distinguono in: sopracuto, sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono o bombardino.; f.basso, basso-grave e contrabbasso coincidono con le tube e sono più spesso chiamati, rispettivame.,euphonium, bombardone e basso-tuba."

La musica continua. con gli eleganti ed austeri tromboni che rincuorano il tema della sinfonia che si ripete sempre più intensamente, il bombardino goffamente respira e fa sorridere mentre la marcetta è avvolgente e detta il tempo dei passi ma il ciaa ciaa dei piatti anticipa il greve doppio colpo di grancassa. Una sorta di stop.

Questo immaginavo non sapendo nulla di musica e di banda mentre le note inseguivano i camini profumati da un bianco fumo che sa di legno e si incrocia con la fragranza di aglio bruciato di aceto e ancora di note musicali che sempre più intensamente profumano di festa, di allegria.

Il ricordo recente riporta mentre la Banda Civica di Grado prova l'adagio numero uno (il Ciuntata) (.) sfioro, senza farmi notare, la vecchia custodia per trombone a tiro che è appoggiata alla parete a fianco di un ordinato ammassamento di vecchi leggii arrugginiti di fogli spettinati e ingialliti dove il rigo musicale è continuamente impiastricciato con il lapis: piano, forte, non suonare e ancora adagio.

Mantenere la memoria storica ridando funzionalità e, a volte anche bellezza a un oggetto a cui è rimasto "solo" il fascino, o l' affetto. Questo è ricordare celebrare . L'alternativa è dimenticare, buttare 150 anni di musica della banda che vanno invece ricordati fissati con una fotografia, un elegante scritto e con un concerto capace di unire, ricordare tutti i componenti di una banda musicale che da 150 anni segna il passo di un piccolo pugno di sabbia che ha anche nel suo parlare il tempo e la musicalità. Soprattutto a tutti va ufficialmente detto Grazie!!!!!

L'arte dell'eleganza particolare nel marciare verso le cerimonie ufficiali, gli appuntamenti religiosi, i funerali, al Perdòn de Barbana, concerti nelle calde serate d'agosto e ancora..la memoria sbuffa stonata. Mi abbandono all'immagine degli strumenti appoggiati all'ombra dei rami di un olmo a Barbana per una sosta. A fianco l'intero staff, presidente, maestro e componenti sotto il sole di luglio ricordano, prima della tradizionale merenda, 150 di storia della Banda, 150 anni della storia dell'isola di Grado, 150 anni di musica. Qualche curioso si avvicina indica uno strumento e ricorda quando .dopo mesi di solfeggio in fondo alla stanza mentre gli altri provavano, ha aperto la custodia di quel, apparentemente sfavillante vecchio ammaccato ma splendido strumento, un trombone .meglio, Il Trombone della Banda.

Richiudiamo oggi fieramente la custodia fissando saldamente nella memoria come nel corso degli anni, alla direzione della Banda si sono avvicendati diversi maestri, da Attilio Gordini al m.o Vittorio Candotti alla fine degli Anni Cinquanta, da Antonio Cati a Ferruccio Tognon negli Anni Ottanta e Novanta fino all'attuale maestro direttore Nevio Lestuzzi, che hanno saputo perpetuare la tradizione musicale gradese, così da abbinare ad ogni futuro passaggio della Banda di Grado un ricordo che si conserva in queste immagini e in queste frasi.

GRASSIE!!!!

Leonardo Tognon